Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
June 29th, 2017
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Cartografia Medievale

I secoli che vanno dalla dissoluzione dell’Impero romano ai primi segni di rinascita culturale e di ripresa economica sul finire del Medioevo sono contraddistinti dal sovrapporsi della tradizione religiosa, legata ai canoni delle Sacre Scritture, sulle reali conoscenze del Mondo acquisite e tramandate da geografi, cartografi e naviganti.
La tradizione classica, conservata nei monasteri ma spesso privata della forza speculativa filosofica e scientifica, si mescola e si sovrappone, quindi, alla matrice religiosa rivelando un ritorno quasi generale all’idea della Terra piana.
Il risultato tangibile di tale commistione si ritrova nei numerosi mappamondi (mappae mundi), per lo più di forma circolare, ovale e rettangolare al cui interno si cerca di adattare la figurazione del mondo.
Questi mappamondi detti a “T” sono inizialmente molto schematici e presentano un profilo geografico deformato ed erroneo fino a quando, dopo il Mille, si arricchiscono in modo abbondante di particolari, di vignette, di iscrizioni ed aumentano contemporaneamente di grandezza.
In essi troviamo elementi reali e coevi del tempo, assemblati con quelli tratti da scrittori romani e latini, dalla filosofia patristica, da opere cristiane, da miti pagani, da racconti leggendari che non costituiscono tuttavia un reale progresso cartografico anche per il fatto che gli esecutori di tali prodotti sono monaci o letterati che intendono mostrare la loro interpretazione dei classici e dei testi sacri ad un’utenza, quella dei fedeli, interessata soprattutto agli aspetti estetici ed iconografici delle carte.
Un esempio per tutti può essere rappresentato dalla collocazione di Gerusalemme posta al centro della Terra o la suddivisione di quest’ultima in tre parti, una per ciascuno dei figli di Noè.


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