Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
March 29th, 2017
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Tabula Quinta Deuropa

La TABVLA QVINTA DEVROPA, che accompagna il rifacimento in versi della Geographia di Tolomeo, del fiorentino Francesco di Nicolò Berlinghieri.
L’opera non reca alcuna indicazione di data, ma, dopo le attente e minuziose indagini dell’Almagià, sappiamo che venne sicuramente alla luce nel 1482.
La riproduzione è tratta da una preziosa copia posseduta dalla Fondazione Scaramangà di Trieste.

È una stampa da incisione su lastra metallica, che misura circa centimetri 29,5 x 48,5 ed è inquadrata da due righi neri che vanno a comporre il margine graduato di 1′ in 1′. La raffigurazione risulta divisa al centro, dall’alto verso il basso, da una fascia lasciata bianca e delimitata da due righi.
Essa è compresa tra il 41° N e il 48° N, e tra il 30° E ed il 47°E e presenta il reticolato dei meridiani e dei paralleli.
Sul lato sinistro, all’esterno, si notano le scritte relative ai climi tolemaici, mentre non figura la scala d’esecuzione; l’orientazione è quella consueta.

Il documento ci propone una delle cosiddette tavole vecchie e rappresenta la Rezia, la Vindelicia, il Norico, la Pannonia, l’Illirico, e parte delle regioni vicine, tra cui l’Italia che è delineata nei soli contorni.
È un’immagine del tutto errata ed informe, sia per la situazione astronomica, che per la figura.
L’esistenza della penisola istriana si può dedurre soltanto per la presenza di alcuni toponimi.
Si leggono i nomi di ALVONA (Albona), PHLAVONA (Fianona) e TARSATICA (Fiume), collocati sulla linea costiera, del tutto irreale, della regione chiamata IAPYDRE, anziché Iapigia, che termina all’ENEO F (il fiume Eneo o Récina).

Una grande isola, la APSORRO ISOLA, che vuole designare le isole di Cherso e Lussino, nella quale sono riportati i nomi dei centri di CREPSA e APSORRO, fronteggia una profonda insenatura della costa. Più ad oriente compare l’isola di Veglia (CURITA ISOLA).
Per la restante parte dell’Arcipelago Adriatico le caratteristiche costiere ed insulari rimangono costanti anche se nell’ILLYRIDE E LIBVRNIA e nella DALMATIA il numero dei toponimi si rivela molto più consistente e sufficientemente preciso.

L’andamento orografico chiude queste aree con una sorta di cordone di colore marrone che, dal mondo centrale delle Alpi giunge sino alla PAR DI MACEDONIA.
Il reticolo fluviale è rappresentato con delle linee di colore blu cupo e particolare rilevanza assume per segno grafico il corso del DANVBIO FI (Danubio).
I centri abitati di maggior interesse sono contraddistinti da un circoletto rosso oltre che dal rispettivo toponimo.


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