Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
June 28th, 2017
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La rosa rossa

Rosarossa

Regista: Franco Giraldi
Attori principali: Alain Cuny, Elisa Cegani, Giampiero Albertini, Antonio Battistella
Località: trieste Anno: 1973
Genere: Drammatico

Trama

Il “ritorno a casa” di un ex ufficiale austroungarico. Terminato il primo conflitto mondiale, il generale Paolo Balzeri si reca in visita a Capodistria presso i cugini Piero e Ines. Fra i frammenti che si dipanano sul filo della memoria, il militare custodisce con particolare affetto il ricordo delle rose rosse che una donna misteriosa usava lasciare nella sua stanza.
Una vicenda sommessa e intimista, girata con finezza e ironia da Giraldi e tratta dall’omonimo romanzo di Pier Antonio Quarantotti Gambini (1937). Ben sostenuto dalla colonna sonora di Luis Bacalov e dalle interpretazioni di un cast di grande livello, il film vanta numerosi riconoscimenti da parte della critica e delle giurie festivaliere.
“La rosa rossa” viene tratto dal romanzo di Pier Antonio Quarantotti Gambini e portato su pellicola dal regista Franco Giraldi, ha la fisionomia di un’analisi retrospettiva e di un bilancio ampio di un mondo dal quale lo stesso autore usciva.
La vicenda si svolge negli anni immediatamente successivi alla Prima Guerra Mondiale, in un paese dell’Istria vicino a Trieste passata all’Italia. Qui vivono la loro vita matrimoniale ormai avanzata Piero e Ines De Faralia, con loro ci sono l’anziana domestica Basilia e la giovane servetta Rosa. Ma la tranquilla e noiosa quotidianità viene improvvisamente movimentata da una notizia particolare. Dopo trent’anni di assenza, torna il conte Paolo Balzeri, generale dell’esercito austroungarico, cugino di Piero e padrone della casa. E’ una presenza ingombrante in un luogo ormai diventato italiano oltre che un avvenimento, anche un po’ fastidioso, nel mezzo della vita comoda e appiattita dei due coniugi. Ma l’arrivo del conte è invece positivo, si inserisce in maniera naturale nella vita di tutti i giorni, senza creare scompiglio anzi, dando un pizzico di movimento nella stanca vita familiare.
Un romanzo ricco di musicalità, di qualità formali e di effetti di atmosfera (come ha sottolineato la critica); un romanzo che vuol dare il ritratto di una provincia già dell’Europa absburgica rivissuta al momento della sua trasformazione, dopo la fine della Prima Guerra: un’immagine della provincia, della mentalità, delle consuetudini familiari e sociali, dei rapporti con i ceti subalterni, della piccola nobiltà con le sue stratificazioni gerarchiche, che si intreccia con un’altra immagine, quella del conservatorismo illuminato di qualche lucido testimone della scomparsa del vecchio mondo, di chi ha conosciuto ” nell’Europa absburgica ” un respiro di vita e di cultura ormai dissolto dalla guerra mondiale. Ne “La rosa rossa”, un insieme di figure maggiori e di figure appena accennate è alla base di un complesso confronto di tipologie, di un’analisi fatta di sfumature spesso impercettibili, movimenti interiori, situazioni vissute dentro i personaggi.

Scheda tecnica

ranco Giraldi, originario di Comeno, allora (nel 1931) in provincia di Gorizia, oggi in Slovenia, ha fatto uno strano percorso nella sua cariera.
Durante l’ultimo anno di scuola comincia a collaborare come critico cinematografico, alla pagina triestina de “l’Unità” e al settimanale “Il lavoratore”. Ma nel 1952 si trasferisce a Roma dove si trova il cinema vero e proprio. Dopo tre anni, nel 1953 mette direttamente piede nel cinema grazie all’amico Pontecorvo che lo chiama come aiuto regista in “Giovanna”.
Nel 1973 c’è una svolta importante. Un suo vecchio amico Tullio Kezich, che lavora alla Rai come produttore, gli propone di portare sul grande schermo il delicato romanzo di Pier Antonio Quarantotto Gambini, “La rosa rossa”.
Inizia così quella che sarà la trilogia di Giraldi, ovvero i tre film collegati con il tema della frontiera, della sua frontiera, quella relativa al confine orientale che ha il nucleo centrale a Trieste e poi si dipana verso l’Istria e la Dalmazia. E’ una trilogia dal sapore decisamente letterario, visto che i tre film sono tratti da opere di scrittori giuliani.
Il caso Giraldi è molto particolare perchè si tratta di un regista di alto profilo culturale e di stile che sceglie nella maturità di diventare il principale traduttore per lo schermo della letteratura triestina.
Non solo triestina ma anche di altri autori contemporanei , tra i quali Dacia Maraini e Mario Soldati,
per le fonti delle sceneggiature, Giraldi si affida a testi di grandi qualità letterarie.