Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
October 20th, 2017
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Funfunfèrum-funfunfèrum

Funfunfèrum-funfunfèrum

Autore: Annamaria Muiesan Gaspàri
Anno di pubblicazione: 2002
Casa editrice: Edizioni Erredici - Padova

Funfunfèrum-funfunfèrum appare come un gioco di sogni amari, un’identificazione perpetua, quanto perpetua è la vita, con un delitto della storia. Giace sotto un indelebile panno sporco che non pare lavabile. Se le amarezze creano poesia più dell’amore risolto, la raccolta che andiamo ad aprire non mostra intoppi nel percorso del poeta.
E’ la vita inscenata del ricordo del dramma di una bimba, che è l’omicidio di tutto un popolo. E’ il risorgere del tempo che non rende giustizia sia per il suo trascorrere sia per il suo esito infelice.
Un fanciullo conserva nella mente, e gli giunge dal cuore, ogni momento delo suo essere fanciullo, tutte le sue modalità. Molto ritorna, in flusso poco fermabile, avanzando nella vita. I ritorni hanno la parola di quei profumi. Così è che il pensiero si codifica e le sue espressioni sono il dialetto.
Annamaria Muiesan Gaspàri chiude quindici anni di meditazioni offrendo al lettore, vicino alla tenerezza del ricordo, il limpido uso del dialetto piranese. Che anch’esso, come tutti i dialetti, va sempre più a perdersi in continue modificazioni. Qui, come nelle altre parlate istriane, più disperatamente che altrove. Non solo per l’universale della normale evoluzione della società: anche per il particolare dello sviluppo della nostra storia.
L’I.R.C.I., Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata, nella sua quotidiana opera di conservazione, salvaguardia e diffusione di ogni tratto culturale delle terre perdute, di buon grado concede il suo patrocinio al lavoro della Muiesan Gaspàri: è sì riconoscimento al sentimento del poeta ma, anche, e più, per noi, il ringraziamento al filologo.

(dall’introduzione dell’I.R.C.I. – il direttore Piero Delbello)

Annamaria Muiesan Gaspàri è nata a Pirano d’Istria da genitori di antichissimo ceppo piranese. Esule dal 1945, vive a Trieste. Ha pubblicato tre raccolte di poesie in dialetto piranese: Bièchi – Il mio Paese perduto (1987), Sulle tracce dei giorni nostri (1989), Parìndole (1994). E’ presente in alcune pubblicazioni collettive di poesia e narrativa, fra cui: Calliope cara… , Sorèli e ploe, La nostra gente racconta, Ritorni. Suoi racconti e poesie sono apparsi su giornali, riviste e antologie. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra i quali: I? premio nazionale “Pola-poesia”, I? premio “Leone di Muggia” per la poesia, III? premio al concorso internazionale di narrativa “Il Prione”, Ià premio al concorso nazionale “B. Beltrami”, I? premio al concorso di poesia in dialetto “El bragosso”. Nel novembre del 1998 ha pubblicato: Via Vico Predonzani 666.

Pagine: 158