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Fumetto Norma Copertina

Per Norma un fumetto senza paura

La disumana uccisione della giovane eroina in una graphic novel

 di Elena Barlozzari – 07/02/2018
Roma - Il libro Foiba Rossa-Norma Cossetto: Storia di un’Italiana, la graphic novel allegata da oggi a Il Giornale, è stata presentata ieri alla Camera dei deputati.

Moderatore dell’evento, l’inviato di guerra Gian Micalessin ha aperto la tavola rotonda con un’immagine: quella della foiba di Basovizza circondata dal filo spinato. Un non luogo dove sino a qualche decennio fa era vietato l’accesso e, con esso, il ricordo dei desaparecidos della nostra storia.

Norma Cossetto gettata nell’abisso di Villa Surani dopo esser stata ripetutamente stuprata da un branco di 17 partigiani jugoslavi era una di loro. E in parte lo è ancora ma da oggi un po’ meno. «È la prima volta che si ricorda questa eroina italiana in un fumetto ha precisato l’editore Federico Goglio di Ferrogallico ed è la prima volta che una testimonianza del genere riesce a conquistare una simile visibilità, arrivando in tutte le edicole d’Italia». Segno di tempi che, dopo la sospirata approvazione della legge che nel 2004 ha istituito la Giornata del Ricordo, stanno cambiando. «Grazie ad iniziative importanti come queste», per il vicepresidente del consiglio capitolino Andrea De Priamo. «C’è voluta un’eternità», ricorda l’onorevole Ignazio La Russa all’epoca capogruppo di An alla Camera: «Insistetti fino allo strenuo delle forze e, nonostante avessimo la maggioranza, non fu facile perché qualcuno la lesse come una provocazione». Ci sono stati anche uomini (non certo di destra) che non si macchiarono né di negazionismo né di giustificazionismo: l’ex presidente Ciampi conferì alla Cossetto la medaglia d’oro al valor civile e il rettore dell’università di Padova la insignì della laurea ad honorem. Sì perché Norma non fece in tempo a discutere la sua Istria Rossa. Una tesi sul terreno istriano arrossato dalla bauxite. E poi anche dal sangue.

Della fine di Norma e di com’era legata, mani e piedi dai suoi aguzzini, ha riferito alla sorella Licia una donna che l’ha sentita invocare la madre e chiedere acqua per ore. Ma non è intervenuta per paura. «Ecco Licia, se oggi fosse qui sarebbe felicissima», ha commentato commossa l’esule di seconda generazione Donatella Schurzel. A farle eco anche il presidente nazionale Antonio Ballarin. Per il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «Norma Cossetto dev’esser considerata un mito italiano». E propone: «Per le celebrazioni del 10 febbraio perché non scegliere il Quirinale, la casa degli italiani come Norma?». Per Emanuele Merlino, vicepresidente del Comitato 10 febbraio e autore della sceneggiatura, «il ricordo è l’azione di memoria che deve farsi impegno. Raccontare il dramma di Norma significa omaggiare il suo impegno per l’italianità. Il suo sacrificio per un’Italia non espressione geografica ma faro di bellezza e civiltà».

Fonte:  Il Giornale