Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
September 21st, 2017
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Antologia Istria Nobilissima

Autore: Alessandro Damiani

Note biografiche:
Alessandro Damiani, nato nel 1928 a Sant’Andrea Ionio in Calabria, venne in Jugoslavia nel 1948, stabilendosi a Fiume dove ha fatto per molti anni l’attore. Dal 1957 al 1965 è vissuto a Roma, dedicandosi al giornalismo. Ed ha fatto il giornalista professionista anche al ritorno a Fiume (attualmente è redattore del quotidiano “La Voce del Popolo”), esercitando pure la critica letteraria e teatrale. Pubblicò il primo volume nel 1967: la raccolta di versi e racconti Frammenti. Fecero seguito il volume bilingue di poesie Illudere parvenze di vita – Dočarati privid ?ivljenja (traduzione croata di Margherita e Stanislav Gilić, prefazione Nelida Milani, Fiume, 1986) e la raccolta di racconti Ed ebbero la luna (prefazione di Fabio Rosso, Trieste, 1987). Ha inoltre pubblicato in riviste e volumi miscellanei i lavori teatrali Ipotesi, Osim kruha (Non di solo pane), Aporie, Dal tramonto all’alba.

Scheda critica:
el volume bilingue (traduzione croata a fronte) intitolato “Illudere parvenze di vita – Dočarati privid ?ivljenja” (Fiume, 1986) che è un’antologia personale della creazione poetica di Alessandro Damiani, l’autore inserì soltanto in IV dei sei “Sermones” del suo ciclo “Satiro ed epicedi”. Rinunciava agli altri? Quella silloge, avendo ottenuto il primo premio “Istria Nobilissima” 1981, fu pubblicata nel volume XV dell’antologia delle opere premiate (Trieste, 1982), e da quelle edizioni riprendiamo due satire (III e IV) per questa scelta tematica. È soprattutto nella III che emerge la sciagura dell’esodo, evento che il poeta - peraltro conciliatorio su molti punti della storia di queste terre dopo il 1945 – fa seguire ad altri drammi vissuti dalle genti di diversa stirpe della penisola istriana. In sostanza Damiani ha tentato di scrivere in versi, che volutamente conservano il tono prosastico della saggistica, una sua storia della regione istro-quarnerina, cercando innanzitutto di comprenderla e di farci comprendere i perché delle cose, senza tuttavia privarsi del diritto di giudicare, ammonire. Così giudica severamente la politica che portò all'esodo, una, “ferita che ancora brucia anche se il tempo pietosamente copre tori e ragioni“. Damiani però non cede allo sconforto, quindi spera che si eviti la perdita di identità nazionale da parte dei rimasti, spera che i loro figli non vivranno da sradicati nella propria terra, che le nuove generazione dell'Istria, “terra benigna per comporre un arduo disegno di civiltà“, sappiano assumersi quest'ònere.

Titolo estratto: Due satire (da La Battana 1991)

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