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September 21st, 2017
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Risposta della Vicepresidente della Giunta Regionale della Toscana

Si pubblica la risposta della Vicepresidente della Giunta Regionale della Toscana al Presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Rispondiamo alla Vostra datata 31 luglio, non appena gli Uffici della Regione sono divenuti completamente operativi, sottolineando in primo luogo che si tratta di una questione di non piccola importanza, su cui riteniamo doveroso e utile fare chiarezza. Come è noto, il progetto, in corso proprio in questi giorni, nasce dalla volontà del Consiglio Regionale, pienamente recepita dalla Giunta e attuata dall’Assessorato alla Cultura.

Non è un inizio per la Regione Toscana, che fin dal 2005, primo anno di attuazione della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, ha colto nell’introduzione della data del 10 febbraio nel calendario civile nazionale un’occasione per arricchire il proprio impegno sui temi della storia e della memoria. Non necessitano di essere analiticamente descritte, ma possono essere solo sommariamente richiamate le occasioni di studio, divulgazione, iniziative rivolte alla scuola, promosse o recepite e sostenute nel corso dei 13 anni trascorsi. Sono state generalmente realizzate dal sistema toscano degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea, grazie a due condizioni: la natura di rete nazionale degli Istituti associati all’INSMLI (Trieste e il suo istituto regionale era sede da tempo di studi e iniziative sul tema del Confine -foibe ed esodo…); l’esistenza di una Convenzione con il MIUR, grazie alla quale era già consuetudine un lavoro con la scuola su temi storici e calendario civile nazionale. In particolare, dal 2007 la Regione Toscana, grazie alla collaborazione e alle attività degli Istituti toscani, ha sostenuto la produzione di volumi per la didattica, mostre permanenti, documentari, ricerche, percorsi didattici per le scuole, oltre all’organizzazione di convegni pubblici e viaggi di studio. Il lavoro pluriennale di formazione degli insegnanti ha consentito di costruire una rete di docenti-esperti, che via via si è estesa e oggi abbiamo ritenuto giunto il momento di mettere a sistema, per disseminare il più possibile conoscenze e consapevolezza di temi troppo poco noti, assenti nell’ordinaria editoria per la scuola. Siamo sempre stati consapevoli della delicatezza di questi temi, della valenza culturale e civile del ricordo e della necessità di elaborazione critica di un discorso storico e educativo su questi temi. Ne è prova, se non altro, la varietà di letture interpretative che le rassegne stampa di questi giorni ci propongono. Sono letture tendenti a tornare verso ideologizzazioni, che non appartengono né alla deontologia dell’insegnante, né a quella del buono storico, né a quella che riconosciamo essere la volontà delle Associazioni destinatarie di questa lettera, con cui i soggetti attuatori del progetto regionale hanno esperienze plurime di collaborazione. Basta per testarlo uno sguardo alle fonti che sono state fornite agli insegnanti toscani selezionati per la Summer School e per il successivo previsto viaggio di studio nelle zone della memoria del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria. Unico volume consegnato , insieme alle produzioni direttamente promosse dalla Regione Toscana e dagli Istituti storici, “Senza più tornare”, atti di un convegno nazionale tenutosi a Torino nel 2011, ancora attualissimo, organizzato da più soggetti, tra cui l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. I saggi contenuti sono una riflessione su “Esodo istriano, fiumano, dalmata”, come recita il sottotitolo. Vi è stato anche inserito il saggio “Incontro all’esilio”, ricostruzione della storia dell’associazionismo degli esuli, opera di Marino Micich. Crediamo che questo approccio non meriti la severa critica di “preclusione aprioristica” delle Associazioni, di cui ci sono note le iniziative e attività culturali realizzate in collaborazione con gli Istituti storici, che la Vostra lettera cita. Applicando la metodologia di lavoro già sperimentata nelle varie iniziative realizzate sui temi della storia e della memoria, abbiamo dato all’organizzazione della Summer School un taglio strettamente storico-storiografico di lunghissimo periodo (dalla storia del XIX secolo agli anni Novanta del Novecento) e di respiro europeo. Un chiarimento indispensabile: non si è ritenuto che all’interno dell’ampia galassia delle Associazioni degli esuli non vi sia un lavoro di carattere culturale, a partire dal loro ruolo in varie iniziative pubbliche e didattiche, anche ministeriali. Considerata la prevalente natura di luoghi di conservazione e valorizzazione della memoria delle Associazioni, abbiamo ritenuto che il loro posto di elezione sia nella fase successiva, cioè nella rielaborazione dei contenuti storici con l’apporto della memoria – la prevista e già annunciata iniziativa pubblica di fine ottobre – e il viaggio. Ci sono già stati contatti informali in questa direzione, anche nel corso del viaggio esplorativo. Pertanto il Vostro invito alla collaborazione corrisponde pienamente al nostro intendimento. Concludiamo dicendo che rifiutiamo impulsi provenienti in questi giorni da qualche organo di stampa ad entrare in polemiche pretestuose, che debbono rimanere estranee a un soggetto istituzionale come la Regione, cui competono serietà, approfondimento, compostezza ed equilibrio. Notizie e interpretazioni prive di fondamento, nomi di storici che non fanno parte del gruppo di docenti coinvolti, fraintendimenti in buona o malafede, poco importa, addolorano, ma non fanno pentire per un progetto che, non ci stancheremo mai di ribadirlo, ha anche l’obiettivo di eliminare ricorrenti ideologizzazioni, distorsioni e usi politici della storia.

Distinti saluti

Monica Barni