Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
September 21st, 2017
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Fase Neo-Eneolitica ed Età del ferro

La Dalmazia fu abitata fin da epoca molto remota.
La fase più antica finora attestata da ritrovamenti di una certa consistenza è quella neo-eneolitica, poiché del Paleolitico mancano finora testimonianze importanti e lo stesso vale per quasi tutto il territorio balcanico corrispondente alla ex Jugoslavia.
Utensili e armi neolitiche sono state ritrovate nei dintorni di Zara, stazioni in grotte neolitiche si sono scoperte nelle isole di Lesina e di Curzola;vasi periodo neolitico altri ritrovamenti di ceramica incisa e dipinta di origine orientale, come la bella ceramica, detta di Danilo, sono stati ritrovati nei dintorni di Sebenico.
Altre importanti serie stratigrafiche sono state scoperte di recente nell’isola di Lagosta.

A giudicare dai ritrovamenti di Lesina e di Sebenico, la costa dalmata già in epoca remota era inserita in un vasto circolo culturale che comprendeva l’Egeo, la Sicilia, le isole Lipari e la Puglia.
Se non per il Neolitico, ma sicuramente per l’Eneolitico si può parlare dell’esistenza di una “via dell’ambra” che dai mari del nord Europa, attraverso la zona di Fiume, toccava Lesina per poi giungere a Corfù e di lìnel Peloponneso e in Sicilia.
A testimonianza dell’età del Bronzo vi sono gli interessanti “castellieri” disseminati lungo tutta la costa dell’Adriatico dal Golfo di Trieste alle Bocche di Cattaro.
Si tratta di tipici abitati posti su alture e muniti di poderose cinte murarie in pietra.
In quest’epoca cominciò ad attestarsi in tutta la Dalmazia centro-meridionale la presenza di genti indoeuropee chiamate illiri, che vivevano in corrispondenza con popoli del medesimo ceppo traci e greci, abitanti le zone sud-orientali della Penisola Balcanica.
La civiltà del Ferro appare divisa in Dalmazia in due periodi dal 1000 al 350 a.C. e dal 350 al 100 a.C..
L’esempio più importante, stando ai ritrovamenti, è rappresentato dalla cultura di Glasinac (un altopiano nei dintorni di Sarajevo) dove furono ritrovate numerose necropoli con migliaia di tombe.

L’ampiezza dell’orizzonte relazionale di questa cultura è testimoniata fra l’altro dal ritrovamento in zona di alcuni elmi etruschi.
In effetti il territorio di Glasinac non rientra geograficamente nella Dalmazia, ma il suo territorio entrò a far parte della provincia romana di Dalmatia mantenendo costanti contatti con essa.
Il secondo periodo della civiltà del Ferro in Dalmazia e nei Balcani fu caratterizzato dall’invasione celtica che influenzò per molti versi i territori abitati dai traci e dagli illiri.
Le più consistenti testimonianze dell’età del Ferro in Dalmazia si trovano a Nona (in croato Nin) centro agricolo a circa 25 chilometri a nord di Zara, dove fu rinvenuta una necropoli con una settantina di tombe.

I materiali trovati e databili fra l’VIII e il IV secolo a.C., mostrano strette connessioni con quelli del territorio Piceno.
Risulta, però, di difficile soluzione la ricostruzione di un quadro d’insieme preciso dei popoli indigeni della Dalmazia precedenti la colonizzazione greca e la conquista romana. Le varie fonti di Appiano, Strabone, Cassio Dione, Plinio e Tolomeo non aiutano in questo senso, poiché accade spesso che uno stesso gruppo etnico sia definito da autori diversi con varie denominazioni.
Lo stesso nome di illyri è usato impropriamente in più contesti creando confusione.