Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
May 26th, 2018
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TitiniTrieste

Le tragiche giornate di maggio

Il 1° maggio 1945 Tito vince la “corsa per Trieste”: deportazioni, infoibati e stragi in tutta la Venezia Giulia   Bandiere tricolori, canti patriottici, reduci della guerra, partigiani che hanno fatto la Resistenza e ragazzi sfilano per le strade di Trieste il 5 maggio 1945: raffiche di mitra, morti, fucilate, feriti, urla pronunciate in una lingua straniera e la folla che fugge pongono fine a questa rivendicazione di italianità, di libertà e di democrazia. Sembrava una manifestazione come tante altre di quelle che si succedevano in quei giorni in Italia, ma l’esito è tragico e unico nel suo genere perché l’evento ha luogo nel capoluogo della Venezia Giulia, una...
Abisso Plutone

Il silenzio dei vivi

Pubblichiamo questa bellissima poesia scritta dal nostro socio Giorgio Valdes di Sestu (CA)   Il silenzio dei vivi Sono chini gli sguardi e le ferite sanguinano sul prato di margherite e sugli stivali degli aguzzini. Pochi istanti ancora per sperare di morire con la carezza del sole e del vento affidando l’ultimo respiro agli oleandri in fiore. Ma l’inghiottitoio è vicino, in esso il buio è denso come lava d’orrore. Pietà implorano i vinti con una pallottola dritta nel cuore. Ma solo un colpo v’è nella pistola, al primo della fila è destinato. Egli sarà il peso arreso e muto trascinatore del treno d’uomini verso l’abisso di rocce...
Preti Perseguitati In Istria

Le persecuzioni dei preti nell’Istria di Tito

Il volume di Pietro Zovatto ricorda modalità e vittime della politica antireligiosa jugoslava ella storia del confine orientale italiano il fattore religioso ed i sacerdoti hanno svolto spesso un ruolo di prima fila. A partire dal tardo Ottocento, allorché il clero slavo dell’entroterra goriziano, triestino ed istriano si adoperò per consolidare la coscienza nazionale slovena e croata: si trattava di quelle che Engels definì “nazioni senza storia”, ma in tale contesto prendevano forma per contrapposizione al sempre più vigoroso irredentismo italiano e sotto la protezione delle autorità del cattolicissimo impero austro-ungarico. L’Imperatore Francesco Giuseppe,...
Cadaveri Foibe

Foibe, il coraggio di chi denunciò i crimini

Caro Avvenire, sono la nipote del maresciallo Arnaldo Harzarich, il capo dei Vigili del Fuoco di Pola che dal 1943 in Istria guidò le squadre al recupero delle salme degli italiani dalle Foibe, e per questo Medaglia d’oro al Valor Civile. Leggendo l’interessante articolo di Lucia Bellaspiga del 6 gennaio 2018, con l’intervista all’ultimo testimone oculare dello sterminio nelle Foibe, il signor Giuseppe Comand di Latisana (Udine), mi sono passati per la mente, “in corsa” come in un film, i drammatici momenti vissuti da me, allora quattordicenne. Ricordo come fosse ora che lo zio Arnaldo veniva ogni sera a dare un saluto alla mamma. Un giorno però venne mia nonna a casa mia,...
Don Francesco Bonifacio

Don Francesco Bonifacio, il Martire delle Foibe

10/02/2018  - L’11 settembre 1946 fu trucidato dai comunisti, che non ne sopportavano l’impegno per i giovani. Nel 2008 Benedetto XVI ha promulgato il decreto della Congregazione per le Cause dei Santi, che lo dichiara assassinato in odium fidei. Ciò che don Francesco Giovanni Bonifacio pensava del proprio compito sacerdotale nei difficili mesi dell’immediato dopoguerra, lo aveva espresso nel diario: «Siamo in tempi eroici. Siamo eroici per essere santi fino, se occorre, al martirio». E nel 2008 la Chiesa lo ha dichiarato beato come “martire delle foibe”. Aveva solo 34 anni quando fu ucciso. Era nato il 7 settembre 1912 a Pirano d’Istria, allora nella diocesi di Trieste,...
Capuozzo

Toni Capuozzo: “Così i titini uccisero i colleghi di mio padre”

Luca Romano - Mar, 13/02/2018 Un commento durissimo, senza mezze misure. Il giornalista Toni Capuozzo, su Facebook, ha pubblicato un commento in merito alla vergogna di Macerata e del corteo antifascista con tanto di esaltazione delle Foibe    Un commento durissimo, senza mezze misure. Il giornalista Toni Capuozzo, su Facebook, ha pubblicato un commento in merito alla vergogna di Macerata e del corteo antifascista con tanto di esaltazione delle Foibe.   A Capuozzo questo non è andato giù. "Leggo commenti che minimizzano, isolano, circoscrivono. Non mi interessa quanti fossero, chi fossero, se siano stati isolati o ignorati, quelli che hanno...
Macerata10f

Sui cori di Macerata, ci aspettiamo le scuse delle istituzioni

Il Comitato 10 Febbraio esprime sconcerto e sdegno per quanto accaduto ieri a Macerata. Nel corso della manifestazione organizzata da diverse realtà cosiddette ‘antifasciste’, per protestare contro la violenza scaturita dai gravissimi fatti di cronaca dei giorni scorsi, a nostro avviso inopportunamente stabilita in un giorno sensibile e delicato quale quello del Ricordo delle vittime delle foibe e del conseguente esodo giuliano-dalmata, il Paese ha assistito a una gratuita e indecente barbarie: cori che intonavano “Come è bello far le foibe da Trieste in giù”. Questi personaggi hanno in questo modo vilipeso migliaia di morti totalmente innocenti, fra i quali anche tantissimi...
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Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Il Giorno del Ricordo è stato istituito dal Parlamento per ricordare una pagina angosciosa che ha vissuto il nostro Paese nel Novecento. Una tragedia provocata da una pianificata volontà di epurazione su base etnica e nazionalistica. Le foibe, con il loro carico di morte, di crudeltà inaudite, di violenza ingiustificata e ingiustificabile, sono il simbolo tragico di un capitolo di storia, ancora poco conosciuto e talvolta addirittura incompreso, che racconta la grande sofferenza delle popolazioni istriane, fiumane, dalmate e giuliane. Alla durissima occupazione nazi-fascista...
Cadaveri Foibe

Le foibe? In Italia vince solo l’oblio

di Marcello Veneziani Il giorno del ricordo è l’ultima commemorazione dedicata all’amor patrio istituita nel nostro Paese. Resta lì, orfana spaesata nel calendario dell’oblio, destinata a sopravvivere in un’indecorosa semi-clandestinità che volge alla rimozione graduale, fino alla sua definitiva estinzione. Le altre ricorrenze nazionali, superstiti di vecchia data, galleggiano semi-sommerse nel nostro passato: il 4 novembre vivacchia e si rifugia nella domenica più vicina e celebra le Forze armate, il 24 maggio è praticamente sparita, il 17 marzo fu una breve meteora che fece la sua apparizione per i 150 anni dell’unità d’Italia e poi sparì, dopo...
Fumetto Norma Copertina

Per Norma un fumetto senza paura

La disumana uccisione della giovane eroina in una graphic novel  di Elena Barlozzari - 07/02/2018 Roma - Il libro Foiba Rossa-Norma Cossetto: Storia di un'Italiana, la graphic novel allegata da oggi a Il Giornale, è stata presentata ieri alla Camera dei deputati. Moderatore dell'evento, l'inviato di guerra Gian Micalessin ha aperto la tavola rotonda con un'immagine: quella della foiba di Basovizza circondata dal filo spinato. Un non luogo dove sino a qualche decennio fa era vietato l'accesso e, con esso, il ricordo dei desaparecidos della nostra storia. Norma Cossetto gettata nell'abisso di Villa Surani dopo esser stata ripetutamente stuprata da un branco di...