Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
February 26th, 2025
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Citta Nascoste Inaugurazione 1

Inaugurata la mostra “Città nascoste. Atlante dei campi profughi di Trieste”

Inaugurata venerdì 31 gennaio al Museo d’arte moderna “Ugo Carà” di Muggia (TS) la mostra “Città nascoste. Atlante dei campi profughi di Trieste (1947-1975)”: si tratta di una geografia dei luoghi che dal dopoguerra e fino al 1975 hanno accolto gli esuli da Istria, Fiume e Dalmazia nel territorio dell’attuale provincia di Trieste.

Presenti all’inaugurazione, oltre al curatore Francesco Fait e al presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e di FederEsuli, Renzo Codarin, anche le autorità politiche locali come il sindaco di Muggia, Paolo Polidori, il suo vice Nicola Delconte, il primo cittadino di Trieste Roberto Dipiazza, Massimo Romita in rappresentanza del Comune di Duino-Aurisina e il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul. Per tutti è stata l’occasione di ricordare le sofferenze patite da chi aveva dovuto abbandonare le proprie terre per ricercare un futuro di libertà e di benessere.

La mostra, che rimarrà visitabile fino al prossimo 16 febbraio, ricostruisce i contorni dei centri di accoglienza, vere e proprie “città nascoste” come le ha ribattezzate Fait scomodando Italo Calvino, in quanto al suo interno vi erano presenti servizi uguali in tutto per tutto a quelli presenti in una città. Centri di grandi dimensioni, come fu per il Cup di Padriciano, ma perlopiù nascosti ai triestini, a volte proprio dagli stessi esuli che tendono così a occultarne la loro esistenza.

Fra gli interventi dei presenti, Polidori ha annunciato che il Comune di Muggia ha intenzione in futuro di ricreare nello spazio del vecchio confine di Cerei un piccolo museo a perenne ricordo di quello che rappresentò per i muggesani quella frontiera e dell’esodo dei residenti sui Monti di Muggia, costretti ad abbandonare le proprie case con l’ultima variazione confinaria dell’ottobre 1954.

Infine  Maurizio Tremul ha avanzato l’idea di portare questa mostra anche in Istria, a cominciare da Capodistria e poi alla parte croata, con l’obiettivo di far conoscere questo tema anche a “chi è venuto dopo” «perché l’argomento dell’Esodo soprattutto in Slovenia è ancor molto poco conosciuto e necessita di ulteriori approfondimenti».

Il percorso espositivo si snoda in sezioni: “Mappe”,  con ricostruzioni cartografiche inedite e prodotte per l’occasione dei campi di Padriciano, Santa Croce, San Sabba e Noghere; “Rotte” propone stralci di interviste; “Approdi”, accenna alla vicenda delle “colonie” agricole di Fossalon, San Quirino, Roveredo, Maniago, Bibione, in cui vennero insediati contadini istriani; “Barche senza timone” presenta infine una selezione di richieste e proteste vergate nei campi e recapitate alle autorità.

In mostra anche una selezione di filmati dell’Istituto Luce e le riprese amatoriali del Silos realizzate da Giuseppe Fucci, tuttofare del Silos dal 1954 al 1957 e cineamatore.

Durante la mostra sono previsti i seguenti eventi collaterali: sabato 8 febbraio alle 17 e domenica 9 febbraio alle 11 visita guidata con il curatore della mostra; mercoledì 12 febbraio alle 17.30, apertura straordinaria e conferenza Atlante dei campi profughi giuliano dalmati in Italia con Enrico Miletto, Università di Torino.

Questa mostra è stata realizzata dal CDM – Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata insieme al Comitato provinciale di Trieste dell’ANVGD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con FederEsuli – Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, Archivio di Stato di Trieste, Comune di Muggia e Assessorato alla Cultura.